Oltre la diagnosi medicale occidentale, vediamo una lettura bioenergetica e in MTC
Nella mia professione di nicchia, mi trovo spesso ad analizzare quadri che richiedono una comprensione superiore alla semplice biochimica.
Quando la persona che si rivolge a me, dicendo che ha il fegato grasso.
Spesso avverte una tensione costante al quadrante superiore destro, accompagnata da urine con una forte esalazione ammoniacale. Qui non siamo di fronte a un semplice disturbo, ma ad un grido del corpo fisico ed emotivo che qualcosa di serio non sta funzionando.
Perché il corpo adotta questo linguaggio specifico?
Ecco un’analisi attraverso tre lenti d’ingrandimento complementari.
Nella medicina occidentale: insufficienza epatica è una carenza del ciclo dell’urea e anche uno stiramento della capsula di Glisson, che avvolge l’organo fegato.
Siamo di fronte a una incapacità di convertire l’NH_3 (ammoniaca) in urea questa situazione crea una tensione meccanica dei tessuti epatici. In termini di medicina scientifica, l’odore pungente delle urine è il marker di un sovraccarico azotato.
Se il fegato non assolve correttamente alla sua funzione di filtro, l’ammoniaca entra nel circolo sistemico. Per la persona che vive questa condizione, l’espulsione renale diventa un meccanismo di emergenza: il corpo tenta di scongiurare un’intossicazione che colpirebbe primariamente il sistema nervoso, il corpo va in serio allarme.
Per la medicina tradizionale cinese, invece, si tratta di una stasi del Qi di fegato, ovvero un ristagno energetico severo che evolve in calore- fuoco- umidità nel riscaldatore inferiore.
Si parla di una seria ostruzione del flusso vitale: il “fuoco” interno altera la densità dei liquidi.
LR 3 è un agopunto essenziale per drenare il fuoco del fegato.
A livello di shen, emozioni, ci sono dei punti di Agopuntura, come Fegato 13, che ha un ruolo essenziale, nel gestire le energie profonde ancestrali della persona.
LR13 (agopunto intercostale) è il punto che apre il meridiano curioso Dai Mai, e raccoglie tutte le energie disordinate, consentendo una riorganizzazione interna che collega al Cielo Anteriore (energie ancestrali) con il cielo posteriore (energie acquisite nella vita).
In pratica LR13 offre un allineamento tra passato e presente (ecco possibile con il massaggio Tuina, come riequilibrare le emozioni in una persona).
Trattando e premendo questo punto (quando non vi è il dolore all’ipogastrio ovviamente), si fa fluire l’energia verso i reni, e riportare al presente tutto ciò che era latente e confuso dando il giusto posto e ordine alla persona.
Oltre ciò questo agopunto armonizza fegato e Milza, regola il Jiao superiore, tonifica la Milza, regola e fa circolare il Qi del fegato correttamente.
• Nel confronto in bioenergetica: la lettura è in un conflitto di carenza energetica epatica, collegata al trattenimento di rabbia repressa = amarezza, sconforto, tristezza che logora il fegato in silenzio, negli anni).
La tossicità emotiva non elaborata è una difficoltà nel “digerire” bocconi amari; espulsione di veleni relazionali stagnanti.
L’ammoniaca come tossina emotiva, diventa un vero veleno per il corpo fisico.
La dinamica energetica: Il calore che corrode
Secondo la MTC, questo quadro riflette un fegato “surriscaldato”.
Quando il “generale”(fegato) dell’organismo perde la capacità di garantire il libero fluire del Qi, si genera un attrito che produce calore. Questo calore “cuoce” i liquidi organici, rendendo le urine scure e maleodoranti: un segno inequivocabile di umidità tossica che deve essere drenata urgentemente con le erbe in sciroppi.
Il linguaggio del profondo
La rabbia trattenuta dal punto di vista della bioenergetica è il dolore al fegato è spesso legato a un senso di ingiustizia o a una minaccia al proprio territorio la persona che manifesta questi sintomi sta spesso cercando di trattenere un’irritazione corrosiva. L’odore ammoniacale rappresenta il tentativo della biologia di espellere ciò che è diventato “acido” a livello psichico, trasformando il rancore in scarto materiale.
Affrontare queste problematiche richiede una visione olistica capace di integrare con precisione dalla medicina moderna con la profondità delle tradizioni millenarie cinesi. Solo interpretando il sintomo come un messaggio sistemico è possibile ristabilire l’equilibrio.
Prevenzione e riequilibrio: agire prima della somatizzazione
Per non arrivare a un quadro di compromissione così manifesto, è essenziale intervenire sulle fasi precoci del ristagno.
La mia metodologia integra diverse discipline per riportare l’equilibrio prima che il “fuoco” danneggi i tessuti.
Il massaggio Tuina: questa pratica millenaria non è un semplice trattamento corporeo, ma un intervento di ingegneria energetica attraverso manovre specifiche sui meridiani di fegato e vescica biliare, il Tuina permette di sciogliere la rabbia repressa stratificata nel corpo.
Riequilibrando il flusso del Qi, si evita che la tensione emotiva si trasformi in stasi fisica, rendendo la persona energeticamente stabile e centrata.
Fitoterapia: drenare
Per spegnere velocemente il “fuoco di fegato” e supportare la funzionalità biochimica, l’utilizzo di estratti fitoterapici mirati (come il cardo mariano o il carciofo e tarassaco ) permette di accelerare il drenaggio delle tossine azotate.
Aromaterapia sottile: l’olio essenziale di rosmarino (ottimo il chemiotipo verbenone) è un alleato prezioso applicato con un massaggio delicato ,mirato sul costato destro, agisce sbloccando la congestione del Qi locale.
La sua azione diaforetica e stimolante favorisce la decongestione alleviando quel senso di peso e tensione che caratterizza la stasi epatica.
La tua salute merita un’analisi multidisciplinare!
Non limitarti a mettere un cerotto sul sintomo.
Comprendere la causa profonda — che sia biochimica, energetica o emozionale — è l’unico modo per ottenere una guarigione duratura.
Contattami per una valutazione bioenergetica analizzeremo insieme il tuo stato attuale per definire un percorso di riequilibrio su misura, capace di prevenire la tossicità e restituirti il benessere che meriti.





