Come lo stress consuma il tuo ferro

Come lo stress consuma il tuo ferro

La fonte invisibile dell’energia vitale

 

di Antonietta Tambaro

​Esiste un fiume che scorre nel silenzio del nostro corpo, un tessuto fluido che racconta molto più della nostra biochimica.

E’ la storia di chi siamo, di come respiriamo la vita e di come scegliamo di proteggerci di fronte alle sue intemperie.

​Nella nostra quotidianità, siamo abituati a considerare il sangue e l’anemia attraverso parametri esclusivamente analitici: un conteggio di globuli rossi, i livelli di ferro, una carenza da colmare con una prescrizione o integratori

Ma quando posiamo lo sguardo sulle tradizioni più antiche e sulla saggezza della Medicina Tradizionale Cinese, scopriamo che il sangue (Xue) possiede un’anima profonda, accogliente.

​In MTC, il sangue non è una semplice sostanza liquida: è la dimora dello Shen, lo spirito, la nostra coscienza.

E’ il substrato materiale che permette alle nostre idee, al nostro sentire e alla nostra presenza di trovare un ancoraggio sicuro nel corpo.

Se il sangue è denso, nutrito ,ossigenato e fluido, la mente trova pace, il sonno è sereno e lo sguardo si fa profondo(bene-essere)

Se il sangue si indebolisce o rallenta(il caso dell’ anemia), l’anima inizia a vagare smarrita, manifestando quell’inquietudine e quella stanchezza che spesso chiamiamo semplicemente stress(mal-essere)

​Il filo invisibile: come lo stress consuma il sangue

​Cosa accade quando conviviamo a lungo con ritmi di vita serrati, tensioni trattenute ed emozioni non elaborate, e frustrazioni e rabbia?

Quando ci difendiamo dalla vita, la nostra respirazione si fa superficiale: contraiamo il diaframma, serriamo le spalle, riduciamo l’ampiezza con cui accogliamo l’aria e la vita stessa.

osserviamo in profondità il corpo energetico :

come mai la carenza di ferro è associata allo stress oppure a lunghi periodi dove il corpo fa molteplici azioni senza riposare ?

la semplice risposta è che il corpo funziona a sangue!

Si la benzina del corpo è il nostro sangue, che va rinvigorito con gli alimenti bene scelti, e idratare il corpo bene, bevendo sufficiente acqua, per non incorrere a tutti quei problemi di cattiva salute comune

 

Emicranea

Sbalzi di umore

Stitichezza

Nausea

Gonfiori addominali

Crampi notturni

Irritabilità

Vertigini e torcicollo

Mal di schiena ecc.. sono alcuni sintomi che spesso non vengono associati a carenza di sangue (anemia)

le analisi ,spesso interpretate come un dato numerico su un foglio di laboratorio ,si rivela invece, con la lettura bioenergetica, un fattore interessante per rivelare un intimo segnale di aiuto dell’anima e della nostra energia vitale del corpo

 

​L’anemia, letta con questa sensibilità, smette di essere un banale vuoto organico e si svela per ciò che è ,cioè la risposta del corpo a un consumo emotivo profondo.

Quando viviamo nell’iper – controllo, nella fretta o nella sensazione di dover sostenere ogni peso da soli, il fegato stagna, il cuore si affatica e il sangue si prosciuga.

​Il sangue come archivio delle emozioni

​C’è un aspetto ancora più sottile e affascinante che lega il sangue alla nostra storia personale. Come ci ricorda la MTC, l’energia (Qi) è il presente, la risposta immediata e fluida; il sangue (Xue) è la nostra memoria, la continuità del nostro essere.

​Quando incontriamo un dolore, un trauma o un’emozione troppo intensa per essere integrata al momento, il corpo compie un atto di straordinaria protezione:

Cristallizza quell’esperienza nel sangue.

Il sangue trattiene il ricordo affinché lo Shen non ne venga sopraffatto.

Tuttavia, se quelle memorie rimangono immagazzinate troppo a lungo senza trovare una via di espressione e di scioglimento, si trasformano in stasi, in stanchezza cronica, in un senso di vuoto interiore che nessuna integrazione materiale sembra riuscire a colmare appieno.

​L’anemia e la stanchezza profonda diventano così l’invito delicato ma deciso del nostro sistema ad ascoltare ciò che abbiamo trattenuto, a rilasciare le vecchie difese e a fare spazio a un nuovo nutrimento.

​Ritornare a sé: integrazione e ascolto

​Ritrovare la pienezza del sangue significa ritrovare il contatto con la propria radice.

Non si tratta solo di nutrire la materia, ma di ammorbidire le contrazioni del corpo, restituire fluidità al respiro e permettere al fegato e al cuore di riposare.

​Quando la somatizzazione emotiva viene accolta con competenza, il corpo riconosce di non dover più trattenere la tensione. Il respiro si fa ampio, il flusso energetico si riattiva e il sangue torna a essere la dimora calda e sicura della nostra presenza.

Ecco poiché amo il massaggio Tuina, attraverso i meridiani e punti in digitopressione possiamo ristabilire il giusto equilibrio al sangue,

​Ti invito all’ascolto profondo

​Se avverti che la tua stanchezza non è soltanto fisica, ma racconta una storia di tensioni trattenute e di energie da riequilibrare, ti invito a concederti un tempo di ascolto dedicato.

​Attraverso la mia valutazione bioenergetica, possiamo leggere insieme la mappa unica del tuo corpo, individuare dove l’energia si è fermata e tracciare un percorso personalizzato per restituire fluidità, nutrimento e stabilità al tuo centro.

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